Il nuovo racconto di Dardinello, prezioso Zibibbo firmato Assuli

L’A di Assuli, la cantina, la Z di Zibibbo, il vitigno: è in questo intervallo che si enuncia l’epica di Dardinello, prezioso vino bianco secco, interpretazione contemporanea dell’antica uva Moscato d’Alessandria. Importante espressione (biologica) della sua Denominazione, la Doc Sicilia, vanta un carattere e una personalità che, nello stile tipico di Assuli, uniscono un promettente potenziale evolutivo ad un’innata piacevolezza. Oggi, si presenta sul mercato con la nuova annata 2020 e la riprogettata etichetta, nel segno della bellezza, dell’eleganza, del gusto nella scelta di un’immagine contemporanea, unica nel suo genere grazie al color tiffany, un blu turchese sofisticato ed elegante che ricorda il mare.

LA PERSONALITA’ DI DARDINELLO

È un aroma molto complesso a caratterizzare la personalità della più recente versione di Dardinello. Poi, stupisce per il bouquet intenso e persistente con note di pesca e agrumi di Sicilia. Al palato è in linea con le sensazioni olfattive: fresco e morbido, con una piacevole armonia di salinità e mineralità. E se nel calice si ritrova il carattere del terroir di tenuta di Carcitella, a Mazara del Vallo, anche l’originalità del nome scelto per questa etichetta testimonia una fedeltà al territorio e alla sua valorizzazione: s’ispira, infatti, a uno dei personaggi dell’Orlando Furioso, facendo risonare, tra memoria e realtà, grazie alle molteplici connessioni con l’arte e la letteratura siciliana, l’epico viaggio.

IL RICHIAMO ALL’EPICA DELL’ARIOSTO

Il percorso di ricerca dell’eccellenza che Assuli ha intrapreso da tempo, infatti, è fedele nella sostanza alla valorizzazione del territorio. Così, ciascuno dei vini della cantina rappresenta un personaggio del poema l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e racchiude un viaggio, epico e irripetibile, denso di suggestioni. Dardinello tocca il tema del coraggio e dell’azione istintiva. È il più giovane dei sovrani saraceni, ma nonostante la giovane età si batte con grande passione: alcuni cristiani vengono da lui feriti in combattimento, molti di più sono quelli che finiscono sue vittime. L’epilogo della sua storia vedrà Dardinello trovare infine la morte duellando contro Rinaldo.

IL MOSCATO D’ALESSANDRIA E LE ORIGINI DI DARDINELLO

Dardinello è vino 100% biologico, come le altre produzioni Assuli

I riferimenti non sono mai casuali. Si cela, infatti, una curiosità in più in questo vino, legata al Moscato d’Alessandria. Un vitigno originario dell’Egitto, introdotto dagli arabi come “Zibibbo” a Pantelleria, dove ancora oggi si coltiva la quasi totalità della produzione nazionale.

La medesima origine, quest’uva la condivide anche con i caratteristici terrazzamenti dell’isola, dove vengono coltivate le viti. E il termine Zibibbo altro non è che derivazione della parola araba “Z’bib”, che significa “uva passa”.

È però nella tenuta di Carcitella, presso Mazara del Vallo, 65 ettari a circa 120/150 metri s.l.m., che Assuli coltiva questa il vitigno. Una zona abbastanza pianeggiante, con esposizione su tutti i fronti. Il terreno è di medio impasto, tendente all’argilloso con scheletro affiorante. Due laghi artificiali dentro il fondo garantiscono l’approvvigionamento idrico per le culture.

L’ANNATA 2020 IN SICILIA E LE SCELTE ECOSOSTENIBILI DI ASSULI

Lato annata, la 2020 si è caratterizzata per un clima abbastanza caldo e non molto piovoso: da fine agosto fino alla metà di settembre le temperature si sono alzate, per poi abbassarsi bruscamente dalla metà di settembre in poi. In questo mese e mezzo di caldo piuttosto consistente c’è stata la maturazione dei bianchi.

Sottolinea Roberto Caruso, presidente di Assuli: “Le condizioni dell’annata 2020 con l’abbassamento delle temperature hanno fatto sì che la maturazione si sia rallentata, conservando di più gli aromi, premessa ideale per un’annata particolarmente bilanciata, di ottima complessità aromatica”.

Il lavoro nel vigneto molto curato, poi, rimane uno degli elementi centrali dello stile Assuli per ottenere vini che esaltino al massimo le tipicità varietali, rispettando totalmente il principio di produzione biologica stabilito secondo rigidi standard. La cantina si è posta l’obiettivo di divenire un punto di riferimento, 100% ecosostenibile, a partire dalla vigna fino ai vari progetti sul risparmio energetico. La struttura è perfettamente integrata con l’ambiente circostante, il ciclo chiuso di lavorazione e la trasformazione può ben dirsi ad impatto zero. 

Fonte: Wine Couture

A cura di: Matteo Borrè

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