Assuli 2021 con Roberto Caruso su Best Wine Stars

Roberto Caruso, titolare dell’azienda Assuli è un siciliano DOC, ama la sua terra e ha una tradizione che lo lega da generazioni all’agricoltura e alla campagna. Giacomo Caruso, padre di Roberto, fonda nel 1948, la Sicilmarmi e scopre una nuova varietà di marmo, il “Perlato di Sicilia”. La richiesta diventa tale, da consentire l’acquisto di nuove cave e l’ampliamento dell’azienda. Grazie al successo della sua impresa ed all’enorme contributo che riuscì a dare all’economia della sua terra, Giacomo Caruso è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere del Lavoro. La famiglia Caruso nel tempo ha sempre mantenuto un forte legame con la “campagna” ed in particolar modo con la vigna, ampliando i propri appezzamenti oggi coltivati rispettando i migliori canoni per ottenere dei vini che rispecchiano la cultura e la tradizione familiare. Oggi Roberto Caruso ha deciso tramite Assuli di consolidare gli sforzi profusi nel tempo, trasformando in bottiglia un antico sapere che si traduce in un vino di assoluta genuinità e dall’inconfondibile carattere.

Da dove proviene la scelta del nome della vostra azienda? Il vostro logo ha un significato in particolare?

Assuli in dialetto siciliano significa “Al Sole”, è specchio fedele della filosofia dell’Azienda pienamente radicata sul territorio.  Un’altra carta vincente è la scelta dei nomi dei vini, attenzionale e dotata di originalità. Ciascuno infatti rappresenta un personaggio del poema L’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e racchiude un viaggio ai limiti dell’immaginazione, epico e irripetibile, ricco di molteplici connessioni con l’arte e con la letteratura siciliana. Spazio quindi ai valori che ciascuno di essi esprime: il tema dell’amore con Angelica ed Orlando, soggiogati dalla passione e dalla sua forza; il tema della guerra, con Ruggiero che combatte per mostrarsi forte e valoroso; il tema dell’individualismo con Dardinello che agisce per istinto e senza dare motivazioni. Così come i personaggi sono protagonisti in un’opera polifonica, allo stesso modo i vini Assuli sono capaci di mostrarsi al pubblico attraverso un intreccio di sapori, profumi, esperienze e tradizioni per tracciare la storia del vino siciliano nel mondo.

Quali sono le origini dell’azienda, e quale è stato il vostro percorso che vi ha portato a dove siete ora?

Assuli sorge nel contesto di terreni della famiglia Caruso, una bellissima area naturale che si estende su una proprietà di circa 130 ettari nei pressi di Mazara del Vallo (TP). La cantina è il risultato di un lento ed accurato lavoro di ristrutturazione di un antico baglio del ‘700, rispettando i criteri originari in una struttura con sue esigenze di funzionalità ed efficienza. Ed è proprio il legame con il territorio il filo conduttore di una storia iniziata nel 1948 quando il Cav. del Lavoro dott. Giacomo Caruso, imprenditore siciliano di successo e punto di riferimento per lo sviluppo dell’economia del territorio, intuì le potenzialità del ‘Perlato di Sicilia’, un marmo estratto sul vicino Monte Cofano. Parallelamente allo sviluppo nei settori edilizio e lapideo, la famiglia Caruso ha mantenuto salde le proprie radici, ampliando negli anni 2000 le proprie campagne, già di proprietà dal secolo scorso. Grazie al mantenimento scrupoloso dei canoni tradizionali di lavorazione di uve autoctone, Assuli ha ottenuto una produzione di vini biologici di eccellenza celebrati da numerosi riconoscimenti in tutto il mondo. Oggi la terza generazione Roberto, Nicoletta e Michele conduce l’azienda verso nuovi traguardi, trasferendo in bottiglia un antico sapere che si esprime in un vino di assoluta genuinità e dall’inconfondibile carattere. Ogni bottiglia racconta un’affascinante storia, portavoce dell’unicità che contraddistingue Assuli.

Quali sono le caratteristiche di unicità che contraddistinguono i vostri prodotti?

Assuli afferma pienamente il principio di identità attraverso la coltivazione di uve di consolidata tradizione: Nero d’Avola, Zibibbo, Insolia, Lucido, Grillo, Perricone. Questi vitigni sviluppano con il territorio un rapporto intimo, adattandosi ad esso e nutrendosi delle sue particolarità. I vini sono di grande carattere e personalità, in controtendenza rispetto all’omologazione globale del gusto. Spazio all’innovazione all’insegna della territorialità anche con i “vitigni reliquia” recuperati grazie ad un ambizioso progetto sperimentale: micro vinificazioni che testimoniano lo straordinario patrimonio di biodiversità dell’isola. Tra questi brilla il Perricone, uno dei migliori vitigni Assuli a bacca nera, ancor una volta premiato dal Gambero Rosso con la nuova guida Vini d’Italia 2021. Furioso ’17 ottiene i Tre Bicchieri, importante ricononoscimento che rende la Cantina Assuli fiera di essere riuscita ad esprimere tutto il potenziale di quello che era un ‘vitigno dimenticato’, oggi riscoperto, non semplice per la vinificazione, e che deve essere lavorato con attenzione. Produce però dei vini di gran pregio, con colori profondi, rubino, e una gamma olfattiva molto caratteristica e personale.

Se doveste raccontare i vostri vini a chi non li ha mai assaggiati, come li descrivereste?

Le caratteristiche dei vini Assuli sono il frutto di un clima insulare-mediterraneo, con inverni miti ed estati ventilate. L’altitudine, il terroir e la buona dotazione minerale rendono la coltivazione privilegiata: la ventilazione è incredibile e la mineralità straordinaria, elementi che si ritrovano poi nel calice. Unendo tutti i profumi e i contrasti della Sicilia in una ricerca aromatica completa, Assuli avvicina un pubblico sempre più ampio a conoscere, reperire ed apprezzare vini che hanno ottenuto riconoscimenti importanti. Lorlando, 100% Nero d’Avola, è stato insignito per l’annata 2016 del punteggio S92 da James Suckling, tra le voci più autorevoli della critica enologica internazionale. L’ultima annata sul mercato è la 2017, convincente ed agile, premiata con i Tre Bicchieri dalla guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso. Ultimi nati sono i 3 nuovi vini bianchi, tutti biologici, frutto della vendemmia 2019: Carinda, 100% Insolia, Fiordiligi 100% Grillo, Dardinello 100% Zibibbo. Carinda, fresco e sapido, regala note finissime di frutta agrumata e fiori di zagara; Fiordiligi, si distingue per la grande freschezza e mineralità accompagnate da forti sentori di ananas; Dardinello stupisce per il suo bouquet persistente con note di pesca. Tutti possono fregiarsi della denominazione DOC Sicilia. Il lavoro nel vigneto è molto curato – sotto l’attenta direzione dell’enologo Lorenzo Landi – per ottenere vini che esaltino al massimo le tipicità varietali, rispettando totalmente il principio di produzione biologica stabilito secondo rigidi standard. Qualità in bottiglia comunicata anche attraverso la nuova etichetta nel segno dell’innovazione.

Qual è il consumatore tipo di riferimento della vostra azienda? A chi si rivolge il vostro vino?

Assuli si rivolge principalmente all’estero, dove i vini siciliani sono una delle ragioni principali della crescita nel consumo di vini italiani negli ultimi 10-15 anni. Grazie ai vini della zona dell’Etna, le persone – soprattutto quelle con più esperienza e più curiose – stanno scoprendo ed apprezzando nuovi vitigni, di varietà autoctone e di piccoli produttori. Per tenere vivo l’interesse dei ristoranti e degli intenditori, è necessario puntare molto su nicchie specializzate. Questo è un segmento in cui la Sicilia è avvantaggiata rispetto ad altri Paesi produttori, quindi c’è molto spazio. Il consumatore di riferimento Assuli ha un profilo maturo, ama ricercare vini particolari e coltivare anche rapporti diretti, si muove liberamente nell’ambito del biologico, scende in profondità e non ha timore di esplorare la complessità dei valori che permeano il vino in quanto prodotto. 

Avete un approccio alla produzione più tradizionale o utilizzate tecniche innovative?

Il settore vitivinicolo segna lo spostamento delle preferenze dei consumatori dalla quantità verso la qualità, soprattutto nelle fasce premium nelle quali la qualità del prodotto rappresenta la principale discriminante di scelta nelle decisioni dei consumatori. Per questo motivo cerchiamo di migliorare costantemente, investendo in innovazione sia nel vigneto sia in cantina. Ad esempio l’utilizzo della neve carbonica e della basse temperature ha profondamente migliorato il nostro vino, così come procedimenti di vinificazione termocondizionati che conferiscono delicatezza di profumo e di gusto. In questo contesto i concetti di tradizione e tipicità non costituiscono ostacoli al progresso ma, anzi, il connubio tra il rispetto della storia, la qualità del prodotto e l’innovazione rappresentano la base sulla quale costruiamo un’efficace strategia competitiva.

Quali sono i canali di vendita utilizzate per raggiungere i vostri clienti? Quali strategie avete adottato in questo momento di emergenza sanitaria?

Il segmento principale è l’Ho.re.ca, durante il lockdown abbiamo lanciato l’eShop che oggi è pienamente attivo per il mercato italiano. Ci aspettiamo che sia un amplificatore su cui attirare tanti visitatori i quali, superata la naturale diffidenza, possano decidere di fare i propri acquisti online. Inoltre abbiamo rilanciato con una strategia content & engagement oriented basata sui dati i social network che hanno un peso per il consumatore di vino, molto legato all’età. Per le generazioni più giovani, i social network sono importanti e quasi tutti gli importatori utilizzano questi strumenti in qualche modo. Inoltre, i ‘nuovi consumatori’ sono molto abituati a comprare vino ed informarsi online. I canali più importanti sono Facebook e Instagram, LinkedIn a sostegno della comunicazione Corporate.

Organizzate visite in cantina per appassionati? Se sì, cosa prevedono?

Situata su una strada panoramica del vino, la Cantina Assuli offre un’esperienza fruibile in 3 diversi percorsi degustativi: Assuli Experience, Full Tasting o – per i più esperti – Master Class, completa di degustazione tecnica con una qualificata guida e sommelier. Ciascun tour si conclude con la possibilità di acquistare i vini. Curiosità in più: ai vigneti si affianca l’oliveto! si fa notare infatti anche l’Olio Extravergine di Oliva Assuli, straordinaria unione delle raffinate cultivar Nocellara del Belice, Cerasuola e Biancolilla. Un Olio che grazie alla estrema cura durante la raccolta e la frangitura, garantisce nel tempo una immutata pulizia nel colore e al palato. La brucatura a mano delle olive, la lenta lavorazione a freddo si esprimono in un sapore unico ed inconfondibile. È ideale per arricchire dei primi piatti con molluschi, crudi di mare, marinate di spigola, pesci arrosto, carni bianche e formaggi caprini.

Fonte: Best Wine Stars, 7 gennaio 2021
Link all’articolo Intervista ad Assuli